LAVORARE SUI SOGNI IN PSICOTERAPIA

Gli strumenti e le procedure che un terapeuta può padroneggiare e impiegare nel corso di una psicoterapia sono molteplici e molti di essi sono dotati di un’efficacia dimostrata. Verrebbe, dunque, da chiedersi perché insistere su un tipo di lavoro così complesso come l’interpretazione dei sogni. Molte persone hanno una giustificata diffidenza nei confronti di questa pratica rafforzata dalle superstizioni che ne l’hanno infiltrata (si pensi alla “smorfia”) e dagli inopportuni riferimenti esoterici e soprannaturali (ad esempio, l’idea che i sogni abbiano un potere di preveggenza). Inoltre, una certa percentuale di terapeuti e psicoanalisti ha preteso di lavorare sui sogni dei loro pazienti, facendo riferimento a significati generali invariabili dei simboli che in essi apparivano o di riferire qualsiasi contenuto alla propria persona o alla relazione terapeutica. Altri ancora hanno adottato delle modalità di risposta al racconto del sogno che sembravano far cadere un po’ troppo “dall’alto” l’interpretazione, quasi si trattasse di un comunicazione oracolare, escludendo di fatto il paziente dal necessario lavoro di esplorazione condivisa degli elementi e delle scene del sogno. A parere di chi scrive, questo modo di condurre il lavoro sul sogno ha nociuto alla considerazione dell’interpretazione dei sogni nel mondo scientifico e culturale, rendendo meno attendibile e, soprattutto, meno utile questa pratica.

Il legame tra una buona pratica del lavoro sul sogno ed il successo di una psicoterapia che viene qui proposto intende prendere le distanze in modo netto da tutti questi elementi poiché ritengo che essi abbiano portato molti terapeuti e molti profani a maturare una comprensibile diffidenza nei confronti di questa pratica.

Il valore aggiunto dell’interpretazione dei sogni in psicoterapia

Vorrei citare alcune peculiarità e vantaggi del lavoro interpretativo sul sogno:

  1. Attraverso il lavoro sui sogni, viene promosso quel processo di scoperta (o riscoperta) di aspetti di sé che sono difficilmente raggiungibili dalla coscienza o esprimibili a parole da parte del sognatore. Intendo riferirmi a quelle emozioni, a quei pensieri e a quelle caratteristiche della personalità di cui il soggetto non ha (o non ha più) piena consapevolezza o che sono addirittura totalmente inaccessibili alla percezione cosciente.
  2. Un’adeguata attività interpretativa consente, inoltre, di identificare, in profondità e con grande sensibilità, lo stato di salute della psiche e svolge questo lavoro molto più efficacemente rispetto alla semplice introspezione cosciente o al semplice dialogo clinico e, in genere, in anticipo rispetto ad essi. In altre parole, è come se sullo scenario onirico si svolgessero una serie di drammi e racconti che “cercano” di rappresentare la situazione emotiva attuale del sognatore e la “direzione” verso cui si sta avviando la psiche. Comprendere queste “messaggi”, però, richiede che si apprendano i metodi per decriptare la immagini del sogno. Il sogno parla, infatti, attraverso un linguaggio fatto di costruzioni visive o, meglio, multimediali, il cui vocabolario è simile a quello impiegato da poeti, pittori, registi e ancora dalle fiabe, dai proverbi e da tutte quelle altre forme di rappresentazione che fanno largo uso di simbolismi, metafore ed allegorie.
  3. Un’appropriata metodologia esplorativo-interpretativa sul sogno è anche in grado fornire punti di vista alternativi su situazioni complesse che stiamo vivendo in rapporto al nostro ambiente affettivo e sociale. A questo proposito, alcuni sogni, ben analizzati, possono fungere da segnali d’allarme riferiti a intrecci relazionali che potrebbero esitare in scenari molto penalizzanti o emotivamente pericolosi. Altre volte, i sogni sembrano voler richiamare la nostra attenzione su un particolare o su una prospettiva d’osservazione delle cose che ci era sfuggita o che stavamo sottovalutando. Non di rado, ci si può rendere conto che quel “dettaglio” che stavamo trascurando di considerare, fosse in realtà un aspetto chiave o decisivo per comprendere una certa situazione della vita diurna. Per qualche strana ragione, però, non gli stavamo prestando la giusta attenzione oppure una parte di noi aveva voluto mettere in secondo piano quel certo aspetto della faccenda.  In casi del genere, possiamo pensare al sogno come al bambino della fiaba “I vestiti nuovi dell’Imperatore” che grida “il Re è nudo!”, rompendo il muro di ossequioso silenzio da parte della folla.
  4. Non va trascurato, poi, che, per lo meno in alcuni casi, i sogni possono arrivare a suggerire soluzioni creative e originali di fronte a problemi complessi o situazioni di stallo esistenziale, a condizione che, naturalmente, non li si prenda alla lettera.

In definitiva, il lavoro sul sogno rappresenta un vero e proprio valore aggiunto nel corso del trattamento psicoterapeutico, ma forse non solo di quello. Possiamo, infatti, spingerci a dire che persone ben addestrate a lavorare sui sogni, e con un percorso psicoterapeutico serio alle proprie spalle, possano arrivare ad impiegare i propri sogni per gestire la propria igiene mentale, identificare i segni precoci di ricaduta in qualche forma di disagio emotivo di cui hanno sofferto in passato, fare scelte più appropriate in campi fondamentali della propria vita e capire meglio le proprie relazioni interpersonali.

 

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