Terapie combinate: quando è il momento di interrompere i farmaci? E perché potrebbe essere vantaggioso per la psicoterapia?

QUANDO

1. Se la diagnosi categoriale consente questa decisione, dopo un anno (almeno) di terapia farmacologica

2. Negli ultimi sei mesi i sintomi non sono mai ricomparsi o, se ciò è avvenuto, si sono manifestate solo lievi forme residue di malessere

3. Il livello dei fattori di stress è accettabile

4. Il livello percepito di supporto sociale è almeno decente

5. Il funzionamento esterno è di livello discreto nei principali ambiti: scuola/lavoro, relazioni intime, relazioni sociali, problem-solving

6. La vita del paziente NON sta per subire un cambiamento sostanziale

7. Attraverso la psicoterapia, il funzionamento della personalità è cresciuto in termini di identità, auto-direttività (capacità di perseguire obiettivi significativi in modo coerente), empatia, intimità, regolazione emotiva e degli impulsi, mentalizzazione e abilità metacognitive

8. Il paziente è mentalmente pronto ed è disposto ad affrontare eventuali episodi di attivazione emotiva attraverso le abilità sviluppate durante la psicoterapia

9. La valutazione dei temi onirici (con particolare riguardo alla loro tonalità emotiva) non rivela un malcontento o un tumulto interiore non altrimenti rivelato

PERCHÉ

1. Le fasi medio/avanzate della psicoterapia, quando è indicato, andrebbero condotte senza l’ausilio di farmaci in grado di migliorare la regolazione emotiva e degli impulsi, al fine di verificare se il paziente sia in grado di fare autonomamente quanto precedentemente riusciva a fare attraverso gli psicofarmaci

2. L’investimento motivazionale nella terapia e l’autostima potrebbero migliorare. Anche il senso di autoefficacia potrebbe accrescersi

3. La diminuzione (o l’interruzione) del farmaco potrebbe rivelare ciò che i nostri pazienti stavano tollerando, ma che non dovrebbe essere tollerato bensì modificato

4. Come corollario del punto precedente, è una benedizione se riusciamo a rompere l’alleanza perversa tra alcuni farmaci e determinati meccanismi di difesa

5. Gli effetti collaterali scompariranno e verranno rivelati gli eventuali effetti nocebo.

6. Potrebbe essere smascherato il vantaggio secondario di essere in terapia farmacologica

7. La capacità di mantenersi organizzati dal punto di vista cognitivo (del pensiero) nonostante l’insorgenza di stati emotivi intensi potrebbe essere corroborata

8. Il valore specifico della psicoterapia avrà maggiori probabilità di essere apprezzato sia dal paziente che dal terapeuta.

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