PSICOFARMACI DURANTE LA PSICOTERAPIA: QUANDO È CONSIGLIATO, QUANDO INIZIARE?

QUANDO È CONSIGLIABILE

1. Importante gravità dei sintomi (ad esempio, pensieri di morte, sintomi psicotici e simil-psicotici, impulsività aggressiva disregolata) e alcune diagnosi categoriali (come disturbi bipolari, psicosi, grave doc, disturbi depressivi maggiori episodi multipli, disturbi dissociativi, gravi e frequenti attacchi di panico, fobie invalidanti, gravi disturbi della personalità, alcuni disturbi alimentari)

2. Vulnerabilità della personalità. Prendendo il DSM5 come standard, livelli da 2 a 4 nella “Scala del livello di funzionamento di personalità”

3. Compromissioni del funzionamento severe in diverse aree (scuola/lavoro; relazioni intime e sociali; autodeterminazione, stile di coping/problem solving, ecc.) che risultino persistenti

4. Anamnesi: uno o più episodi di grave crisi personale/psicopatologica registrati durante i colloqui clinici

5. Stile di vita malsani e i fattori di stress non rimovibili in grado di minare seriamente il benessere psicologico

6. Frequenza e intensità di incubi e sogni d’angoscia

QUANDO È IL MOMENTO DI INIZIARE.

Secondo me, i farmaci dovrebbero essere introdotti nella fase iniziale del trattamento psicoterapeutico. Questa preferenza è dovuta ad alcune considerazioni personali e condivise da clinici e ricercatori:

1) I farmaci possono proteggere la sicurezza del paziente e del trattamento psicologico

2) Possono ridurre il tasso di abbandono del trattamento psicologico.

3) I disturbi mentali e le crisi possono alterare il livello di organizzazione cognitiva delle persone (a causa della disregolazione emotiva che sono in grado di provocare) necessaria a partecipare attivamente alle pratiche terapeutiche (ad esempio, compiti a casa, lavoro sui sogni, discussione e attribuzione di un significato generale agli episodi relazionali, ecc.). Gli psicofarmaci, se opportunamente dosati, possono ripristinare un congruo livello di organizzazione cognitiva sia diminuendo i sintomi psicotici e simil-psicotici sia regolando gli episodi di instabilità emotiva/impulsiva.

4) Da un punto di vista biologico, alcuni farmaci (ad esempio antidepressivi e stabilizzatori dell’umore) possono potenziare il corretto funzionamento del cervello e rigenerare il substrato neurobiologico aumentando i livelli di BDNF. Metaforicamente parlando, gli psicofarmaci possono dissodare il suolo, la psicoterapia può piantare i semi. I farmaci non possono fornire conoscenza di per sé, ma possono preparare il terreno biologico affinché possa aver luogo quella peculiare forma di apprendimento chiamata psicoterapia.

Al contrario, iniziare durante una crisi o nelle fasi medie/avanzate della psicoterapia può:

1) Ostacolare la motivazione nel trattamento

2) Ridurre l’accettazione dei farmaci e l’aderenza al trattamento medico

3) Rendere la prescrizione meno comprensibile

4) Creare ostilità nei confronti del terapeuta per il fatto di non aver suggerito prima un trattamento farmacologico

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